AUGURI AI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO, CI SENTIAMO GARANTITI.

« All’On. Fico ed alla Sen. Alberti Casellati vanno le più sincere congratulazioni ed i più sentiti auguri dei Circoli dell’Ambiente, con la speranza che il ruolo che andranno ad onorare possa consentir loro di arginare l’abuso dei provvedimenti governativi d’urgenza, di dare impulso all’attività parlamentare e di avviare quelle riforme interne necessarie alla riduzione dei costi, al miglioramento dell’efficienza di Camera e Senato ed al coinvolgimento delle forze sociali nei lavori parlamentari. Le trattative sono apparse difficili ed il rischio che il banco saltasse è sembrato serio, ma hanno portato all’elezione di due figure che sicuramente andranno a ricoprire egregiamente la seconda e la terza carica dello Stato: l’On. Fico ci ha già dato dimostrazione, quando presiedeva la Commissione di Vigilanza RAI che ammise la nostra associazione tra i soggetti referendari nel 2016, di essere persona equilibrata e seria, lontana da estremismi ideologici; la Sen. Alberti Casellati, che apre la strada ad un prossimo Presidente della Repubblica donna, ha un cursus honorum che la erge ad alta espressione del mondo moderato e popolare ed un curriculum istituzionale di assoluto rispetto di cui l’esperienza acquisita quale componente laico del CSM è la ciliegina sulla torta ». Così Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Presto scriverò una missiva ai due Presidenti eletti al fine di rappresentare la disponibilità dei Circoli dell’Ambiente a supportare le attività delle Commissioni parlamentari esprimendo pareri e partecipando alle sedute ove si renderà necessaria l’audizione dei rappresentati delle associazioni ambientaliste: sono certo che avremo modo di renderci utili ad un Paese che chiede una svolta rispetto al passato ed una riduzione della pressione fiscale e dei costi fissi ».

ROMA, AVVIARE IMMEDIATAMENTE ITER PER COSTRUIRE UN TERMOVALORIZZATORE

CIRCOLI AMBIENTE: ROMA, AVVIARE IMMEDIATAMENTE ITER PER COSTRUIRE UN TERMOVALORIZZATORE.

« Inutile cercare fantascientifiche soluzioni alternative: a Roma serve un termovalorizzatore ». È categorico Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Ancora una volta ci troviamo ad invocare la responsabilità delle Istituzioni: bisogna immediatamente avviare l’iter per completare il ciclo integrato dei rifiuti con gli impianti di smaltimento, a Roma come a Napoli, a Palermo ed in altre Regioni e macro aree d’Italia. Abbiamo fatto passi da gigante e siamo diventati un Paese all’avanguardia nella differenziazione grazie soprattutto alla sensibilità dei cittadini, ma nelle grandi realtà non siamo ancora riusciti ad ottenere i risultati sperati. Ciò consente di puntare a percentuali di riutilizzo eccellenti, ma il problema dei rifiuti indifferenziati non viene eliminato: da un lato dobbiamo spingere sull’acceleratore della riduzione ed introdurre una fiscalità ecologica che disincentivi la produzione con materiali non riciclabili; dall’altro dobbiamo costruire gli impianti per la valorizzazione energetica di quella quota ineliminabile di indifferenziato, così da trasformare il rifiuto in risorsa, proprio come recita lo slogan del progetto da cui sette anni fa sono nati i Circoli dell’Ambiente. Regione, Comune di Roma ed Enti preposti superino le ideologie e convochino immediatamente un tavolo di concertazione con le parti sociali così da individuare l’area su cui costruire l’impianto: noi siamo pronti a partecipare e a dare il nostro contributo ».

SACCHETTI, AUMENTARE COSTI E CONSENTIRE IL RIUTILIZZO.

CIRCOLI AMBIENTE: SACCHETTI, AUMENTARE COSTI E CONSENTIRE IL RIUTILIZZO.

« Se davvero l’introduzione del pagamento obbligatorio del sacchetto per l’ortofrutta vuole essere una misura volta a tutelare l’ambiente attraverso la riduzione indotta del loro utilizzo, non si comprende il motivo per il quale ne viene vietato il ri-utilizzo o non viene consentito l’utilizzo di contenitori alternativi come le retine ». È quanto ha dichiarato Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Da anni portiamo avanti la battaglia dell’introduzione in Italia di una fiscalità ecologica ricalcata sul modello francese, che si va affinando di anno in anno. L’introduzione di tasse ed accise disincentivanti per i prodotti usa-e-getta è solo una delle proposte che abbiamo avanzato, forse quella che più di tutte alzerebbe il clamore necessario e sarebbe utile a svegliare le coscienze: magari ci accuseranno di essere pilotati dalle oscure lobbies dei fazzoletti di stoffa, ma faremmo di tutto pur di ridurre drasticamente una quota di rifiuti che finisce nell’indifferenziato. La verità è che siamo diventati un Paese all’avanguardia nella differenziazione, ma abbiamo di fronte a noi ancora una lunga strada in salita per la riduzione: siamo tra i più grandi consumatori al Mondo, ad esempio, di acqua in bottiglia, oltre che di sacchetti monouso. Allora ben vengano queste misure ed il relativo polverone rivoluzionario, ben vengano gli aumenti spropositati dei costi per l’ortofrutta per l’utente finale, ben vengano i sacchetti a cinque o a dieci centesimi di Euro: l’unico imballaggio che non inquina è quello che non utilizziamo ».

CONTRO AUMENTO COSTO ENERGIA SERVONO INCENTIVI E NUCLEARE

CIRCOLI AMBIENTE: CONTRO AUMENTO COSTO ENERGIA SERVONO INCENTIVI E NUCLEARE.

« L’aumento considerevole dei costi dell’energia elettrica e del gas avrà un effetto devastante su famiglie ed imprese: si corre il serio rischio di frenare la ripresa e di sottrarre preziose risorse alla spesa corrente, con il conseguente pericolo di invertire la tendenza all’aumento dei consumi di energia -che nel 2017 ha registrato un interessante + 1,7%- indicativo di un aumento del tasso di benessere». È quanto ha dichiarato Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « I fattori che hanno portato all’aumento saranno anche giustificativi, ma quel che deprime è la totale assenza di pianificazione: la Strategia presentata dal Governo Gentiloni e gli annunci dell’ex Premier Renzi non hanno e non avranno alcun effetto concreto, come avevamo ampiamente previsto. L’Italia ha il costo dell’energia più alto d’Europa e questo è uno degli elementi -insieme con una imposizione fiscale insostenibile- che rende il nostro Paese poco competitivo rispetto alle grandi potenze economiche mondiali, ma anche rispetto ai Paesi emergenti dell’Est del nostro Continente, in particolare quelli che hanno mantenuto la loro moneta locale senza abbandonarsi all’Euro. Dovremmo prendere esempio dagli USA, che sotto la guida di Donald Trump hanno deciso di abbandonare la strada del politically correct e stanno puntando tutto sulla crescita con misure tanto estreme quanto realistiche, tra le quali non ultima è l’abbandono degli Accordi sul cambiamento climatico. All’Italia serve uno shock energetico: bisogna immediatamente riaprire la strada del nucleare da un lato e reintrodurre gli incentivi alle famiglie per i piccoli impianti di energie rinnovabili dall’altro, misure contenute nel Piano Energetico Nazionale che abbiamo presentato in conferenza stampa alla Camera dei Deputati e che abbiamo pubblicato sul nostro sito, mettendolo a disposizione di tutte le forze politiche ragionevoli ».

NELLA STRATEGIA ENERGETICA DEL GOVERNO MANCA IL NUCLEARE

« Abbiamo seguito sempre con attenzione le iniziative di questo Governo sulle questioni ambientali ed energetiche, perché ci è sempre sembrato lontano dagli estremisti, ma proporre una Strategia Energetica Nazionale senza ricomprendere il nucleare è irreale, un fanatismo ». È quanto ha dichiarato Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Alcuni mesi fa alla presenza dell’On. Annagrazia Calabria abbiamo presentato in conferenza stampa alla Camera dei Deputati il nostro Piano Energetico Nazionale, pubblicato anche sul nostro sito: partendo dall’analisi dei dati reali, dei consumi degli Italiani e dell’energia prodotta con le fonti utilizzate, abbiamo dimostrato che in vent’anni possiamo ridurre drasticamente la quota ineliminabile di idrocarburi per portarla al 20%, ma ciò sarà possibile solo costruendo le venti centrali nucleari necessarie. Ma c’è davvero la volontà politica – conclude Fimiani interrogandosi – di ridurre il consumo di petrolio, gas e carbone? ».