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CONTRO AUMENTO COSTO ENERGIA SERVONO INCENTIVI E NUCLEARE

CIRCOLI AMBIENTE: CONTRO AUMENTO COSTO ENERGIA SERVONO INCENTIVI E NUCLEARE.

« L’aumento considerevole dei costi dell’energia elettrica e del gas avrà un effetto devastante su famiglie ed imprese: si corre il serio rischio di frenare la ripresa e di sottrarre preziose risorse alla spesa corrente, con il conseguente pericolo di invertire la tendenza all’aumento dei consumi di energia -che nel 2017 ha registrato un interessante + 1,7%- indicativo di un aumento del tasso di benessere». È quanto ha dichiarato Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « I fattori che hanno portato all’aumento saranno anche giustificativi, ma quel che deprime è la totale assenza di pianificazione: la Strategia presentata dal Governo Gentiloni e gli annunci dell’ex Premier Renzi non hanno e non avranno alcun effetto concreto, come avevamo ampiamente previsto. L’Italia ha il costo dell’energia più alto d’Europa e questo è uno degli elementi -insieme con una imposizione fiscale insostenibile- che rende il nostro Paese poco competitivo rispetto alle grandi potenze economiche mondiali, ma anche rispetto ai Paesi emergenti dell’Est del nostro Continente, in particolare quelli che hanno mantenuto la loro moneta locale senza abbandonarsi all’Euro. Dovremmo prendere esempio dagli USA, che sotto la guida di Donald Trump hanno deciso di abbandonare la strada del politically correct e stanno puntando tutto sulla crescita con misure tanto estreme quanto realistiche, tra le quali non ultima è l’abbandono degli Accordi sul cambiamento climatico. All’Italia serve uno shock energetico: bisogna immediatamente riaprire la strada del nucleare da un lato e reintrodurre gli incentivi alle famiglie per i piccoli impianti di energie rinnovabili dall’altro, misure contenute nel Piano Energetico Nazionale che abbiamo presentato in conferenza stampa alla Camera dei Deputati e che abbiamo pubblicato sul nostro sito, mettendolo a disposizione di tutte le forze politiche ragionevoli ».

DM RINNOVABILI, INCENTIVI A RISTRUTTURAZIONE IDROELETTRICO TAGLIATI DEL 90%

CIRCOLI AMBIENTE: DM RINNOVABILI, INCENTIVI A RISTRUTTURAZIONE IDROELETTRICO TAGLIATI DEL 90%.

 

“I timori erano fondati: il Decreto Ministeriale del 23 giugno 2016 in materia di incentivi alle rinnovabili varato da questo Governo contiene misure incapaci di dare una reale risposta ad un fabbisogno nazionale che, si spera, continuerà a crescere proporzionalmente rispetto all’economia. Quel che più spaventa è, in ogni caso, la totale mancanza di pianificazione: un provvedimento che regolamenta il 2016 viene reso solo nella seconda metà dell’anno e per il 2017 regna la più totale incertezza. In Italia è necessario approvare un piano di incentivazione ventennale, che possa dare agli operatori del settore la possibilità di programmare i loro investimenti, altrimenti rischiamo di far scappare all’Estero i capitali dei nostri imprenditori e di ritrovarci di fronte alla necessità di affidarci totalmente agli idrocarburi, a cui ancora oggi non siamo stati capaci di creare un’alternativa”. Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: “Se confrontiamo l’articolo 17 del Decreto 2016 con l’articolo 17 del Decreto del 2012 potremmo facilmente renderci conto che gli incentivi ai rifacimenti totali e parziali passano, per l’idroelettrico, da un contingente di potenza di 300 MW a 30 MW: l’incentivo è di fatto tagliato del 90%. Anche le altre fonti si son viste diminuire fortemente le incentivazioni, ma nelle ultime settimane ci siamo concentrati in particolare sull’analisi dell’idroelettrico perché riteniamo sia quella che ha maggior potenziale immediatamente sfruttabile, poiché ci sono molte centrali inattive per le quali le concessioni sono già in corso. In ogni caso il calcolo complessivo appare impietoso: se venisse confermato un budget di 435 milioni di Euro, potremmo vedere, a fronte di un fabbisogno attuale di circa 325 Tw/h ed in crescita annuale di 4 o 5, un incremento annuo pari a circa 1,7-1,8 Tw/h, palesemente insufficiente. È il motivo per il quale abbiamo l’ambizioso obiettivo di presentare ad ottobre un Piano Energetico Nazionale alla Camera dei Deputati: tra le misure che abbiamo inserito nei lavori preliminari ci sono, ad esempio, la rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili con una lieve diminuzione degli importi tale da rendere gli investimenti ugualmente appetibili e la reintroduzione dell’incentivo al fotovoltaico domestico, contenuto entro i 2.500 kw/h annui, oltre i quali si avrà diritto al rimborso del 90% di quanto preso dalla rete”.

 

MISURE RENZI SU RINNOVABILI INSUFFICIENTI, NEL 2016 CALERANNO ANCORA.

CIRCOLI AMBIENTE: MISURE RENZI SU RINNOVABILI INSUFFICIENTI, NEL 2016 CALERANNO ANCORA.

« Gli incentivi al rinnovabile non fotovoltaico annunciati dal Presidente Renzi, pari a circa 480 milioni di Euro annui, sono assolutamente insufficienti ed il ritardo nella pubblicazione del Decreto Rinnovabili rischia di comportare forti ripercussioni sugli investimenti del 2016 e sui conseguenti risultati, in particolare nel settore dell’idroelettrico, la cui produzione, ovviamente, si incrementa nei mesi più piovosi, oramai già trascorsi. Ma se anche dovessimo elaborare un’ipotesi idilliaca, potremmo aspettarci un possibile aumento della produzione pari a meno di 2 terawatt/ora, a fronte di consumi totali che nel 2015 erano pari a circa 325 TW/h e che dovrebbero crescere, si spera, di altri 4 o 5 ogni anno, confermando la crescita economica del Paese. Se, come è probabile, tale incremento produttivo dovesse anche slittare di un anno e se le nostre previsioni dovessero essere corrette, l’incidenza percentuale delle rinnovabili sul fabbisogno nazionale continuerebbe ad avere un trend fortemente negativo, dovuto anche alla distribuzione sbagliata degli incentivi tra le varie fonti, oltre che ad una totale mancanza di pianificazione ». Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Abbiamo un fiore all’occhiello che ha sempre rappresentato e probabilmente sempre rappresenterà la più importante delle fonti rinnovabili ed è l’idroelettrico, a cui vengono tagliati drasticamente gli incentivi per la ristrutturazione di centrali per le quali le concessioni sono in corso. Il problema è proprio quello di spendere bene le poche risorse che abbiamo: ammiriamo la strategia comunicativa del Presidente del Consiglio, che da questo punto di vista continua a dar lezioni a tutti, ma nel concreto questo è l’ennesimo provvedimento inutile perché incapace di incidere sulla situazione economica italiana: 9 miliardi di Euro in vent’anni, in materia di energia, sono davvero una cifra miserrima e tentare di far passare come pianificazione la durata degli incentivi è una mossa fallace. Abbiamo avviato la scorsa settimana il gruppo di lavoro formato da tecnici ed esperti del settore che sta redigendo una bozza di Piano Energetico Nazionale ventennale, basato su di un mix delle fonti che ricomprenderà anche il nucleare di nuova generazione: ad ottobre lo presenteremo presso la Camera dei Deputati e lo metteremo a disposizione dei Governi che verranno ».

 

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RITARDO GOVERNO SU DECRETO RINNOVABILI METTE IN GINOCCHIO IL SETTORE

« Dopo aver letto le stime del settore delle rinnovabili per l’anno 2015 non possiamo che dirci seriamente preoccupati: se i dati venissero confermati, ci troveremmo di fronte ad una incredibile contrazione della produzione che vedrebbe non solo una mancata crescita, ma addirittura un crollo percentuale a due cifre. Per l’intera campagna referendaria il Partito Democratico si è vantato dei risultati ottenuti da questo Governo: speriamo che le loro valutazioni siano attendibili, ma resta il ragionevole dubbio. Una cosa è certa: viene confermata, dati alla mano, la incostanza di fonti energetiche troppo legate a fattori esterni ed incontrollabili, che necessitano, dunque, di fonti di supporto costanti, che possono essere individuate esclusivamente nel nucleare e, purtroppo, ancora negli idrocarburi ». Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Ad oggi il notevole ritardo nella pubblicazione in Gazzetta del Decreto Rinnovabili sta mettendo in ginocchio il settore: l’incertezza regna sovrana e chi ha intenzione di investire non può far altro che scappare all’Estero, per costruire centrali in Paesi che incentivano in maniera sostenibile le imprese private. Pungolato sul punto anche all’incontro dei Giovani Imprenditori di Confindustria tenutosi la scorsa settimana a Santa Margherita Ligure, il Presidente Renzi non ha saputo far altro che lanciare slogan vuoti, privi di apprezzamento e di contenuti, fuori da una realtà italiana incapace di calarsi nel mercato globale dell’energia. Se i numeri sono quelli che abbiamo letto in una bozza di Decreto che circola, possiamo fin d’ora calare il sipario sulla fase rinnovabile del nostro Paese: dopo aver per anni drogato il mercato con gli incentivi a solare ed eolico, oggi sono in difficoltà settori come l’idroelettrico, che ha da sempre rappresentato un’eccellenza ed un fiore all’occhiello per l’Italia e che oggi è praticamente dimenticato perché, ad esempio, mancano i provvedimenti per i bandi per le nuove concessioni o magari ci si trova di fronte ad un taglio nettissimo degli incentivi alle ristrutturazioni di centrali dismesse. Se davvero vuole far superare all’Italia il periodo fossile, questo Governo deve necessariamente cambiare marcia » conclude « e noi siamo pronti a fare la nostra parte: abbiamo scritto un’interpellanza che abbiamo sottoposto all’attenzione di Parlamentari che condividono le nostre idee ed abbiamo avviato un gruppo di lavoro che sta scrivendo un Piano Energetico Nazionale ventennale che poggerà sui tre pilatri della differenziazione delle fonti e che contiamo di presentare alla Camera dei Deputati nel mese di ottobre ».

 

CIRCOLI AMBIENTE: REFERENDUM SANCISCE FINE AMBIENTALISMO DEL NO.

CIRCOLI AMBIENTE: REFERENDUM SANCISCE FINE AMBIENTALISMO DEL NO.

« Il voto referendario ha sancito una volta per tutte la fine dell’Ambientalismo dei “NO a prescindere”: gli Italiani hanno sonoramente bocciato i “Signori del NO”, che dicono “No” all’estrazione delle nostre ricchezze per veder acquistati petrolio e gas dai Paesi Arabi, “No” ai termovalorizzatori per guardare i rifiuti bruciati per strada, “No” alle infrastrutture condannando il Mezzogiorno all’isolamento, che vogliono un’Italia triste e povera, che va verso la decrescita infelice ». È quanto ha dichiarato Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Al centro di questo referendum vi erano i grandi temi dell’energia e della tutela dell’Ambiente, non questioni politiche di bassa lega. Protagonisti del dibattito non sono di certo stati i Partiti, i loro leader o le opposizioni interne: le nostre posizioni ed il voto degli Italiani non sono stati dettati dallo scontro tra Renzi ed Emiliano, ma dall’analisi profonda dei costi e dei benefici della rinuncia all’estrazione delle nostre materie prime. Siamo orgogliosi di aver intercettato e rappresentato le istanze della maggioranza moderata e silenziosa del Paese: non ci sentiamo vincitori di una competizione elettorale, ma sentiamo il peso della responsabilità di dover onorare gli impegni che abbiamo assunto in questi anni e che gli Italiani hanno voluto premiare dando ascolto ai nostri suggerimenti. Ora si apre una nuova stagione, in cui l’impegno principale sarà ridurre le importazioni ed i consumi di idrocarburi, aumentando la produzione da energie rinnovabili e riaprendo immediatamente il discorso nucleare, per avere un’Italia che cresce in maniera sostenibile ».