Categoria: Enegia

RIFIUTI A ROMA, UNICA SOLUZIONE I TERMOVALORIZZATORI.

CIRCOLI AMBIENTE: RIFIUTI A ROMA, UNICA SOLUZIONE I TERMOVALORIZZATORI.

« Torna di moda il tema dei rifiuti a Roma: puntualmente l’attenzione si desta per poi tornare a sopirsi dopo qualche toppa messa qui e là. La verità è che la nostra Capitale non è esentata dalla gestione dei suoi scarti e finché non si completerà il ciclo di gestione dei rifiuti con la costruzione degli impianti non vedremo mai risolto davvero il problema. Sinceramente non credo alle ricostruzioni che accusano il Sindaco Raggi, ed anche se voglio sperare che si sia davvero aperta una fase di piena trasparenza, non credo che attuando il suo programma elettorale si possa finalmente uscire da una fase quasi emergenziale destinata ad essere ciclica ». Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Roma non è diversa dalle altre città, piccole e grandi: produce una enorme quantità di rifiuto indifferenziato e di rifiuto organico. Se vuole trasformare questi rifiuti in risorse ha un’unica strada da percorrere: costruire i termovalorizzatori e le centrali a biomasse, così da ricavare energia a basso costo e ridurre notevolmente i costi per lo smaltimento dei rifiuti, che gravano sui Romani. Uno studio dell’ISAFOM-CNR ha recentemente dimostrato che il termovalorizzatore di Acerra inquina meno del traffico veicolare, pertanto ogni giustificazione al ‘NO’ pseudo-ambientalista cade per carenza di motivazioni. Come abbiamo ampiamente argomentato nel Piano Energetico Nazionale che presenteremo alla Camera ad ottobre » conclude « se in Italia puntassimo alla valorizzazione energetica di un rifiuto indifferenziato di qualità potremmo produrre 13 TW/h di energia elettrica, mentre altri 1,5 TW/h potrebbero essere ricavati dal rifiuto organico: riusciremmo a coprire, oggi, il 4% del fabbisogno energetico italiano » .

 

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DM RINNOVABILI, INCENTIVI A RISTRUTTURAZIONE IDROELETTRICO TAGLIATI DEL 90%

CIRCOLI AMBIENTE: DM RINNOVABILI, INCENTIVI A RISTRUTTURAZIONE IDROELETTRICO TAGLIATI DEL 90%.

 

“I timori erano fondati: il Decreto Ministeriale del 23 giugno 2016 in materia di incentivi alle rinnovabili varato da questo Governo contiene misure incapaci di dare una reale risposta ad un fabbisogno nazionale che, si spera, continuerà a crescere proporzionalmente rispetto all’economia. Quel che più spaventa è, in ogni caso, la totale mancanza di pianificazione: un provvedimento che regolamenta il 2016 viene reso solo nella seconda metà dell’anno e per il 2017 regna la più totale incertezza. In Italia è necessario approvare un piano di incentivazione ventennale, che possa dare agli operatori del settore la possibilità di programmare i loro investimenti, altrimenti rischiamo di far scappare all’Estero i capitali dei nostri imprenditori e di ritrovarci di fronte alla necessità di affidarci totalmente agli idrocarburi, a cui ancora oggi non siamo stati capaci di creare un’alternativa”. Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: “Se confrontiamo l’articolo 17 del Decreto 2016 con l’articolo 17 del Decreto del 2012 potremmo facilmente renderci conto che gli incentivi ai rifacimenti totali e parziali passano, per l’idroelettrico, da un contingente di potenza di 300 MW a 30 MW: l’incentivo è di fatto tagliato del 90%. Anche le altre fonti si son viste diminuire fortemente le incentivazioni, ma nelle ultime settimane ci siamo concentrati in particolare sull’analisi dell’idroelettrico perché riteniamo sia quella che ha maggior potenziale immediatamente sfruttabile, poiché ci sono molte centrali inattive per le quali le concessioni sono già in corso. In ogni caso il calcolo complessivo appare impietoso: se venisse confermato un budget di 435 milioni di Euro, potremmo vedere, a fronte di un fabbisogno attuale di circa 325 Tw/h ed in crescita annuale di 4 o 5, un incremento annuo pari a circa 1,7-1,8 Tw/h, palesemente insufficiente. È il motivo per il quale abbiamo l’ambizioso obiettivo di presentare ad ottobre un Piano Energetico Nazionale alla Camera dei Deputati: tra le misure che abbiamo inserito nei lavori preliminari ci sono, ad esempio, la rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili con una lieve diminuzione degli importi tale da rendere gli investimenti ugualmente appetibili e la reintroduzione dell’incentivo al fotovoltaico domestico, contenuto entro i 2.500 kw/h annui, oltre i quali si avrà diritto al rimborso del 90% di quanto preso dalla rete”.

 

MISURE RENZI SU RINNOVABILI INSUFFICIENTI, NEL 2016 CALERANNO ANCORA.

CIRCOLI AMBIENTE: MISURE RENZI SU RINNOVABILI INSUFFICIENTI, NEL 2016 CALERANNO ANCORA.

« Gli incentivi al rinnovabile non fotovoltaico annunciati dal Presidente Renzi, pari a circa 480 milioni di Euro annui, sono assolutamente insufficienti ed il ritardo nella pubblicazione del Decreto Rinnovabili rischia di comportare forti ripercussioni sugli investimenti del 2016 e sui conseguenti risultati, in particolare nel settore dell’idroelettrico, la cui produzione, ovviamente, si incrementa nei mesi più piovosi, oramai già trascorsi. Ma se anche dovessimo elaborare un’ipotesi idilliaca, potremmo aspettarci un possibile aumento della produzione pari a meno di 2 terawatt/ora, a fronte di consumi totali che nel 2015 erano pari a circa 325 TW/h e che dovrebbero crescere, si spera, di altri 4 o 5 ogni anno, confermando la crescita economica del Paese. Se, come è probabile, tale incremento produttivo dovesse anche slittare di un anno e se le nostre previsioni dovessero essere corrette, l’incidenza percentuale delle rinnovabili sul fabbisogno nazionale continuerebbe ad avere un trend fortemente negativo, dovuto anche alla distribuzione sbagliata degli incentivi tra le varie fonti, oltre che ad una totale mancanza di pianificazione ». Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Abbiamo un fiore all’occhiello che ha sempre rappresentato e probabilmente sempre rappresenterà la più importante delle fonti rinnovabili ed è l’idroelettrico, a cui vengono tagliati drasticamente gli incentivi per la ristrutturazione di centrali per le quali le concessioni sono in corso. Il problema è proprio quello di spendere bene le poche risorse che abbiamo: ammiriamo la strategia comunicativa del Presidente del Consiglio, che da questo punto di vista continua a dar lezioni a tutti, ma nel concreto questo è l’ennesimo provvedimento inutile perché incapace di incidere sulla situazione economica italiana: 9 miliardi di Euro in vent’anni, in materia di energia, sono davvero una cifra miserrima e tentare di far passare come pianificazione la durata degli incentivi è una mossa fallace. Abbiamo avviato la scorsa settimana il gruppo di lavoro formato da tecnici ed esperti del settore che sta redigendo una bozza di Piano Energetico Nazionale ventennale, basato su di un mix delle fonti che ricomprenderà anche il nucleare di nuova generazione: ad ottobre lo presenteremo presso la Camera dei Deputati e lo metteremo a disposizione dei Governi che verranno ».

 

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RITARDO GOVERNO SU DECRETO RINNOVABILI METTE IN GINOCCHIO IL SETTORE

« Dopo aver letto le stime del settore delle rinnovabili per l’anno 2015 non possiamo che dirci seriamente preoccupati: se i dati venissero confermati, ci troveremmo di fronte ad una incredibile contrazione della produzione che vedrebbe non solo una mancata crescita, ma addirittura un crollo percentuale a due cifre. Per l’intera campagna referendaria il Partito Democratico si è vantato dei risultati ottenuti da questo Governo: speriamo che le loro valutazioni siano attendibili, ma resta il ragionevole dubbio. Una cosa è certa: viene confermata, dati alla mano, la incostanza di fonti energetiche troppo legate a fattori esterni ed incontrollabili, che necessitano, dunque, di fonti di supporto costanti, che possono essere individuate esclusivamente nel nucleare e, purtroppo, ancora negli idrocarburi ». Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Ad oggi il notevole ritardo nella pubblicazione in Gazzetta del Decreto Rinnovabili sta mettendo in ginocchio il settore: l’incertezza regna sovrana e chi ha intenzione di investire non può far altro che scappare all’Estero, per costruire centrali in Paesi che incentivano in maniera sostenibile le imprese private. Pungolato sul punto anche all’incontro dei Giovani Imprenditori di Confindustria tenutosi la scorsa settimana a Santa Margherita Ligure, il Presidente Renzi non ha saputo far altro che lanciare slogan vuoti, privi di apprezzamento e di contenuti, fuori da una realtà italiana incapace di calarsi nel mercato globale dell’energia. Se i numeri sono quelli che abbiamo letto in una bozza di Decreto che circola, possiamo fin d’ora calare il sipario sulla fase rinnovabile del nostro Paese: dopo aver per anni drogato il mercato con gli incentivi a solare ed eolico, oggi sono in difficoltà settori come l’idroelettrico, che ha da sempre rappresentato un’eccellenza ed un fiore all’occhiello per l’Italia e che oggi è praticamente dimenticato perché, ad esempio, mancano i provvedimenti per i bandi per le nuove concessioni o magari ci si trova di fronte ad un taglio nettissimo degli incentivi alle ristrutturazioni di centrali dismesse. Se davvero vuole far superare all’Italia il periodo fossile, questo Governo deve necessariamente cambiare marcia » conclude « e noi siamo pronti a fare la nostra parte: abbiamo scritto un’interpellanza che abbiamo sottoposto all’attenzione di Parlamentari che condividono le nostre idee ed abbiamo avviato un gruppo di lavoro che sta scrivendo un Piano Energetico Nazionale ventennale che poggerà sui tre pilatri della differenziazione delle fonti e che contiamo di presentare alla Camera dei Deputati nel mese di ottobre ».

 

CIRCOLI AMBIENTE: DOPO REFERENDUM UNA PROPOSTA DI LEGGE SUGLI IDROCARBURI.

CIRCOLI AMBIENTE: DOPO REFERENDUM UNA PROPOSTA DI LEGGE SUGLI IDROCARBURI.

« Durante l’intera campagna referendaria abbiamo dichiarato più e più volte che la norma sottoposta al voto popolare era scritta male, pertanto non andava cancellata, ma modificata: se il Governo lo avesse fatto in tempo, avremmo risparmiato tanti soldi dei contribuenti spesi per un referendum inutile. L’unico dato positivo è che gli Italiani hanno acquisito maggiore consapevolezza in materia di politica energetica ed hanno bocciato definitivamente l’Ambientalismo dei “NO a prescindere”. Ciò non toglie che oltre dieci milioni di persone si sono recate alle urne per dire che quel testo normativo, così com’è, non piace e noi vogliamo chiedere anche a loro di sostenere la nostra iniziativa ». Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Dopo aver indicato i principi da seguire, di fronte all’inerzia degli interlocutori istituzionali, abbiamo deciso di scrivere una sintetica proposta di legge che serva a reintrodurre espressamente le procedure per le proroghe alle concessioni di ricerca e coltivazione di idrocarburi previste dalla Legge 9 del 1991 e siamo felici che Parlamentari sensibili alla tematica abbiano deciso di sposarla e farla propria, consentendoci di presentarla ed illustrarla alla Camera dei Deputati. Abbiamo inoltre chiesto di abolire il comma 3 dell’articolo 19 D.Lgs. 625 del 1996, che istituisce una franchigia sull’aliquota: credo sia una battaglia condivisa da tutto il fronte ambientalista e spero che altri vorranno condividerla ».

I Circoli dell’Ambiente ed i Parlamentari firmatari presenteranno la proposta di legge presso la Sala delle Conferenze Stampa della Camera dei Deputati il giorno 11 maggio 2016 a partire dalle ore 11:00.