DM RINNOVABILI, INCENTIVI A RISTRUTTURAZIONE IDROELETTRICO TAGLIATI DEL 90%

di Circoli dell'Ambiente - Rassegna Stampa

CIRCOLI AMBIENTE: DM RINNOVABILI, INCENTIVI A RISTRUTTURAZIONE IDROELETTRICO TAGLIATI DEL 90%.

 

“I timori erano fondati: il Decreto Ministeriale del 23 giugno 2016 in materia di incentivi alle rinnovabili varato da questo Governo contiene misure incapaci di dare una reale risposta ad un fabbisogno nazionale che, si spera, continuerà a crescere proporzionalmente rispetto all’economia. Quel che più spaventa è, in ogni caso, la totale mancanza di pianificazione: un provvedimento che regolamenta il 2016 viene reso solo nella seconda metà dell’anno e per il 2017 regna la più totale incertezza. In Italia è necessario approvare un piano di incentivazione ventennale, che possa dare agli operatori del settore la possibilità di programmare i loro investimenti, altrimenti rischiamo di far scappare all’Estero i capitali dei nostri imprenditori e di ritrovarci di fronte alla necessità di affidarci totalmente agli idrocarburi, a cui ancora oggi non siamo stati capaci di creare un’alternativa”. Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: “Se confrontiamo l’articolo 17 del Decreto 2016 con l’articolo 17 del Decreto del 2012 potremmo facilmente renderci conto che gli incentivi ai rifacimenti totali e parziali passano, per l’idroelettrico, da un contingente di potenza di 300 MW a 30 MW: l’incentivo è di fatto tagliato del 90%. Anche le altre fonti si son viste diminuire fortemente le incentivazioni, ma nelle ultime settimane ci siamo concentrati in particolare sull’analisi dell’idroelettrico perché riteniamo sia quella che ha maggior potenziale immediatamente sfruttabile, poiché ci sono molte centrali inattive per le quali le concessioni sono già in corso. In ogni caso il calcolo complessivo appare impietoso: se venisse confermato un budget di 435 milioni di Euro, potremmo vedere, a fronte di un fabbisogno attuale di circa 325 Tw/h ed in crescita annuale di 4 o 5, un incremento annuo pari a circa 1,7-1,8 Tw/h, palesemente insufficiente. È il motivo per il quale abbiamo l’ambizioso obiettivo di presentare ad ottobre un Piano Energetico Nazionale alla Camera dei Deputati: tra le misure che abbiamo inserito nei lavori preliminari ci sono, ad esempio, la rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili con una lieve diminuzione degli importi tale da rendere gli investimenti ugualmente appetibili e la reintroduzione dell’incentivo al fotovoltaico domestico, contenuto entro i 2.500 kw/h annui, oltre i quali si avrà diritto al rimborso del 90% di quanto preso dalla rete”.