ITALIA PARTE INTEGRANTE DEL SOTTOSISTEMA NUCLEARE EUROPEO

di Circoli dell'Ambiente - Rassegna Stampa

Il giorno 11 settembre  2015, nella sede centrale dell’ENEA in Via  Romani, si è tenuto un convegno sui “Reattori di IV Generazione e Sicurezza Nucleare”.

Si è trattato del decimo e ultimo appuntamento del ciclo di convegni tematici sulla Ricerca di Sistema Elettrico, iniziativa ENEA nell’ambito dell’Accordo di Programma MiSE-ENEA volta a diffondere e rafforzare la conoscenza dei risultati ottenuti dalla ricerca di sistema nel triennio 2012-2014, con particolare riferimento al trasferimento dell’innovazione tecnica e tecnologica.

In tale incontro è stata rimarcata la fondamentale importanza del finanziamento alla ricerca sul nucleare da fissione di IV generazione.

Mappa centrali nucleari Francia

Il Prof. Giuseppe Quartieri, Presidente del Comitato Scientifico dei Circoli dell’Ambiente, autore di un libro sulla Introduzione alla Sicurezza di Sistemi Nucleari, ha partecipato al convegno ed ha dichiarato: “Al di là della enorme importanza delle innovazioni delle varie tecnologie di IV generazioni presentate (LFR, impianti al Brasimone  e Tapiro, sistema Italia: Ansaldo-Myrrha, Siet-Nuscale, SRS-Cina, IIT-Fusione, ecc.), i relatori hanno messo in evidenza che grazie a molteplici sforzi, in prima fila di ENEA, in Italia esiste ancora  la competenza per affrontare le eventuali emergenze nucleari derivanti dalle Centrali Nucleari straniere lungo i confini Italiani  (si veda Fig. N° 1, ndr), che potrebbero anche dar luogo ad incidenti catastrofici del settimo livello INES. È necessario che questa capacità venga mantenuta nel tempo. Oltre alle capacità tecnologiche industriali e agli studi ed analisi di scenari nucleari e diffusione di radionuclidi a varie distanze, questa continuazione di mantenimento di capacità tecnologica avanzata disturba e smentisce i detrattori di qualsiasi livello scientifico e tecnologico secondo cui il “nucleare” sarebbe una tecnologia superata ed antiquata. Questi stessi detrattori dimenticano che gli effetti fotoelettrici a base delle celle solari e la fisica delle pale eoliche è veramente fisica antiquata: i primi di almeno 70 anni e i secondi di vari secoli. Inoltre, sempre questi detrattori dimenticano, nell’annoverare tra le fonti di energia il solare termodinamico, che tale fonte fu scoperta da Archimede (specchi ustori, ndr) almeno duemilacinquecento anni fa, a parte la tecnologia di controllo degli specchi che anch’essa ha almeno 50 anni”. Conclude affermando “Con tale nuova conferma il MiSe fa, forse, molto meno di metà del suo dovere nei confronti degli Italiani: è innegabile che l’Italia continua ad essere parte integrante del sottosistema nucleare Europeo, addossandosene i rischi ma senza trarre i dovuti benefici”.