INCENDIO RAFFINERIA MILAZZO, OCCORRE FAR CHIAREZZA SENZA CREARE ALLARMISMI

di Circoli dell'Ambiente - Rassegna Stampa

INCENDIO RAFFINERIA MILAZZO, OCCORRE FAR CHIAREZZA SENZA CREARE ALLARMISMI.

“Seguo da tempo e mi tengo aggiornato sulle attività della raffineria di Milazzo grazie alle segnalazioni che i nostri Circoli locali ci hanno più volte fatto: la questione è delicata e va approfondita, ma senza pregiudizi.

In un momento di emergenza come quello attuale, a fronte di un incendio le cui conseguenze andranno valutate in ogni sede, posso solo dire che occorre mantenere la calma e non creare allarmismi: bisogna far chiarezza, ma in questo frangente non possiamo far altro che attendere i risultati delle analisi condotte dalle Autorità preposte, sperando che siano confermate le prime notizie trapelate dall’ARPA e le opinioni di chi ritiene pressoché nullo l’impatto di questo incidente. Alle popolazioni locali va tutta la nostra solidarietà: le foto diffuse sono impressionanti, comprendiamo la loro ansia ed è per questo motivo che invitiamo le Istituzioni a parlare ad una sola voce e ad informare la cittadinanza tutta”. È quanto ha affermato il Presidente dei Circoli dell’Ambiente, Alfonso Fimiani, che continua: “Dopo la battaglia fatta all’epoca della campagna referendaria del 2011, durante la quale i Circoli dell’Ambiente furono l’unico soggetto referendario accreditato per l’astensione, abbiamo continuato a spiegare agli Italiani che dire ‘NO’ al nucleare significa accettare la dipendenza dagli idrocarburi, pertanto, a meno che non si scelga di tornare all’illuminazione a candela ed alla macchina da scrivere e di abolire frigorifero, lavatrice e lavastoviglie dobbiamo prendere atto del risultato delle urne, adeguarci e rassegnarci a subire gli effetti collaterali della combustione o comunque del trattamento di gas, petrolio e carbone. Fatta tale premessa generale, appare ovvio che la raffineria di Milazzo non può esser chiusa a cuor leggero così come in tanti chiedono: il fabbisogno energetico è in crescita e spostare gli impianti non risolve il problema, ma la necessità di ridurre al minimo il loro impatto ambientale è un dovere morale, oltre che giuridico. Non abbiamo alcuna voglia di speculare” conclude “e speriamo che tutto si risolva per il meglio, ma oggi sarebbe interessante chiedere agli abitanti della Valle del Mela se preferirebbero vivere vicino ad una centrale nucleare o alla raffineria. Nel frattempo siamo sicuri che di Milazzo ci si dimenticherà tra meno di una settimana, mentre ancora si parla delle fantomatiche conseguenze dell’incidente alla centrale di Fukushima”.