CIRCOLI AMBIENTE: A SOMA MORTI DI SERIE B

di Circoli dell'Ambiente - Rassegna Stampa

 

Sono duecentotrentadue i morti registrati fino ad ora a seguito dell’esplosione avvenuta nella miniera di carbone di Soma, in Turchia. C’è il pericolo che il tragico bilancio possa ancora aggravarsi, poiché sono oltre duecento i minatori ancora bloccati a duemila metri di profondità.

 

 

“Ci troviamo di fronte all’ennesima tragedia che passerà sotto silenzio da qui a qualche giorno: mentre si parla ancora dell’incidente di Fukushima, che non ha fatto registrare vittime da radiazioni, i morti causati dall’estrazione e dall’utilizzo degli idrocarburi vengono classificati come morti di serie B ed immediatamente dimenticati”. È quanto ha affermato il Presidente dei Circoli dell’Ambiente, Alfonso Fimiani, che continua: “Questo è il momento del dolore e non delle speculazioni: quei minatori morti in Turchia, in Belgio, in Russia, in Cile, in Cina ed in ogni altro luogo sono morti per rifornire di carbone l’intero Pianeta. La lontananza geografica non deve impedirci di onorare la memoria degli ennesimi caduti sul lavoro. La speranza” conclude “è solo quella che le vite di questi martiri dell’ingordigia energetica legata agli idrocarburi non siano state sacrificate invano e che l’opinione pubblica mondiale si ponga interrogativi che superino le pressioni che le lobbies esercitano sulla stampa e sui Governi”.