DOPO VADO LIGURE NUCLEARE AVREBBE VINTO IL REFERENDUM

di Circoli dell'Ambiente - Rassegna Stampa

CIRCOLI AMBIENTE: DOPO VADO LIGURE NUCLEARE AVREBBE VINTO IL REFERENDUM.

 

“Premetto che il mio animo garantista e liberale mi impone, ancora una volta e come sempre, di augurare alle persone coinvolte di poter dimostrare la propria innocenza e la totale assenza di responsabilità, sia penale che morale,

ma non posso fare a meno di notare che quanto contestato dalla Procura, secondo le fonti giornalistiche, è di una gravità inaudita. Bisogna però rendersi conto, come nel caso dell’Ilva, che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca: non so se esistono responsabilità peculiari nel caso di Vado Ligure né mi avventuro in valutazioni senza aver letto tutti i documenti, ma se generalizziamo il discorso, da anni denunziamo la gravità della cancerogenesi atmosferica derivante, in particolare, dalla combustione degli idrocarburi finalizzata alla produzione di energia”. Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: “Lo sviluppo non può essere bloccato ed il fabbisogno energetico cresce in maniera direttamente proporzionale rispetto allo stato di benessere. Non si può invocare la chiusura di tutte le centrali a carbone senza creare una alternativa valida, che, ad oggi, in Italia non esiste, perché l’unica fonte in grado di sostituire, in tutto o in parte, gli idrocarburi è il nucleare, che è la più economica, pulita e sicura. I numeri sono inquietanti e non possono essere taciuti: ora emergono con violenza a seguito dell’inchiesta salita alla ribalta perché colpisce un gruppo imprenditoriale importante, ma non possono essere dimenticati tra due settimane. Mi chiedo” conclude “quale sarebbe stato il risultato del referendum sul nucleare se si fosse votato tra un mese e non dopo Fukushima: la mia intima convinzione è che l’atomo avrebbe vinto, ma la riprova non esiste ed ora ci teniamo gas, petrolio e carbone”.