DENUNCIA DEI CIRCOLI AMBIENTE: SERVONO MAGGIORI CONTROLLI SU INQUINAMENTO ACUSTICO DURANTE LA STAGIONE ESTIVA.

di Circoli dell'Ambiente - Rassegna Stampa

DENUNCIA DEI CIRCOLI AMBIENTE: SERVONO MAGGIORI CONTROLLI SU INQUINAMENTO ACUSTICO DURANTE LA STAGIONE ESTIVA.

(22 agosto) Un nuovo tipo di fenomeno di inquinamento ambientale sta prendendo piede lungo le spiagge dei litorali italiani durante le notti estive: l’inquinamento acustico.
“Troppi Sindaci di località turistiche italiane hanno autorizzato, per il bene soprattutto dei titolari di pubblici esercizi e servizi turistici, ogni tipo di spettacolo musicale e manifestazione in luogo pubblico, preferendo le spiagge ed i punti di ritrovo lungo il mare. Purtroppo spesso gli spettacoli hanno luogo troppo vicino alle case dei turisti, che hanno il sacrosanto diritto di dormire di notte per riposarsi dal lungo lavoro annuale”. È quanto ha dichiarato il Prof. Giuseppe Quartieri, Presidente del Comitato Scientifico dei Circoli dell’Ambiente, che continua: “Ogni sera si tengono spettacoli musicali, concerti jazz, rock, punk, serate danzanti, piano bar che terminano all’alba. Il problema principale è che il livello sonoro delle musiche non sempre viene mantenuto entro i limiti legali di 75dB. Anzi, questo limite viene sistematicamente superato da quasi tutti i tipi di orchestre, complessi, cantanti vari. L’insostenibilità di questo approccio alla vita notturna è diventato una proprietà negativa delle estati italiane, laddove l’attività di diffusione della musica evolve di pari passo con la sussidiaria somministrazione di bevande alcoliche”.
Quartieri ricorda che “In passato ci sono state ovunque denunce e pronunce giurisprudenziali da parte di vari Tribunali ed, in particolare, da parte della Corte di Cassazione, intervenuta più volte per condannare l’uso non conforme delle apparecchiature da parte dei titolari dei pubblici esercizi, ma anche da parte delle orchestre che si sono esibite in serate musicali organizzate dai vari Municipi locali a scopo turistico. In altre parole la legislazione in merito a questi esercizi turistici musicali è sostanzialmente esaustiva, completa, meticolosa e capillare. Tuttavia, non viene rispettato il principio per cui la diffusione della musica non deve arrecare disturbo alla quiete pubblica, poiché le emissioni acustiche superano i limiti di 75 dB previsti dalle varie tabelle riportate nelle leggi regionali, anche con piccole varianti del tutto trascurabili ed inferiori a 3 dB, valore corrispondente al raddoppio della potenza sonora. Alla stessa stregua, normalmente le sanzioni pecuniarie previste sono proporzionali all’eventuale danno prodotto”. Conclude affermando: “La estensione del permesso degli orari musicali è imposta dalle regole di concorrenza fra vari Comuni limitrofi. L’intensità sonora è il più grande segnale di richiamo per i giovani che, a fiotti, si buttano a sentire e partecipare a spettacoli musicali con alto livello sonoro: si tratta di una sorta di richiamo animale. Così la gara di concorrenza viene vinta dai villaggi turistici dove la musica è più alta e dura più a lungo, possibilmente tutta la notte. I Sindaci sostengono di non poter fare eseguire le debite misure di controllo dei livelli sonori delle emissioni acustiche poiché non dispongono di fonometri certificati né di personale adeguatamente formato. L’inquinamento acustico diventa, allora, l’incontrastato re della stagione estiva e governa tutti i litorali marini italiani. Così, il tempo scorre, l’estate finisce ed il problema è rinviato all’anno successivo”.