Nuovi approcci energetici tedeschi e Stress Tests

di Circoli dell'Ambiente - Rassegna Stampa

Nuovi approcci energetici tedeschi e Stress Tests

Giuseppe Quartieri

Presidente Comitato Scientifico Circoli dell’Ambiente

 

In Germania il sogno della politica dell’energia di transizione (Energiewende) per il soddisfacimento dei requisiti 20/20/20 estesi al 2050, per la riduzione di gas serra ecc, sembra essere già passato. Questo Paese sembra avere confermato le politiche energetiche più antiche e conservative, quelle basate sulla applicazione continua delle risorse fossili (petrolio, carbone e gas). Contemporaneamente la Germania ha raggiunto la più alta percentuale di  produzione di energia da fonti rinnovabili (vento, sole e acqua).

Al Congresso annuale della “German Association for Energy and Water Industries (BDEW)” alla fine di giugno a Berlino, il ritornello pronunciato da tutti è stato: “Abbiamo bisogno di energia convenzionale!”

Nonostante tutto, la disputa fra “Energiewende” e approccio basato sulle energie convenzionali quindi rimane del tutto attuale. Molti parlano di creazione di uno stato confusionale, un caos, in ambito di politica energetica tedesca.

La tipologia e il periodo di transizione di produzione energetica si fa sempre più nebuloso e lontano negli anni. Sembrerebbe che solo negli USA, con i grandi ritrovamenti di “shale gas”, si possa profilare una vera e propria transizione energetica verso nuove forme avanzate di tecnologie energetiche.

In ogni caso, la energia rinnovabile solare ha carattere discontinuo giornaliero/notturno; la resa e anche la efficienza viene influenzata dalla disponibilità di radiazione solare, in modo del tutto aleatorio. Anche l’energia prodotta dal vento è sottoposta a crucci dei fattori ambientali variabili e incontrollabili. Queste due forme di energia rinnovabile hanno quindi bisogno di essere costantemente supportate da una sorgente continua di energia (in particolare elettrica) che ne garantisca la continuità per gli utenti finali. La sorgente di energia constante e surrogante è sempre stata la fonte fossile (petrolio, carbone e gas) ma anche la energia nucleare per molti anni. Con queste ultime decisioni di politica energetica, la Germania fa un passo indietro e opta per il fossile mentre sembrava fino a poche settimane fa che avrebbe sostentato, almeno in parte, la aleatorietà delle fonti rinnovabili con la energia  nucleare.

Nulla da obiettare: ogni Paese è libero di prendere le proprie decisioni salvo a pentirsi dopo qualche anno. L’Italia ha già fatto due referendum antinucleari e molti si sono già pentiti. A tutti gli effetti l’Italia è Paese nucleare poiché continua a fare parte dell’Europa in cui il nucleare esiste, poiché ha sottoscritto trattati nucleari (EURATOM ecc) negli anni ’50 e ’60 dello scorso secolo che non ha mai cancellato e dai quali non si è mai ritirata, poiché ha ancora 4 centrali nucleari sul proprio territorio che non sono state smantellate e dismesse, poiché tutti gli ospedali e le cliniche di livello sono dotate di apparati di radioimmunologia e di medicina nucleare che producono rifiuti radioattivi ospedalieri, poiché si fa continuamente ricerca in campo nucleare in Italia all’INFN, all’ENEA, ed in altri Istituti di ricerca. L’Italia è il Paese in cui è nato Enrico Fermi e in cui è sorta la ricerca sui neutroni. L’Italia degli anni ’50 del secolo scorso è stata tra le prime grandi Nazioni tecnologicamente avanzate a sviluppare installare e operare centrali nucleari. Al momento uomini di organismi ambientali (ad es. WWF, Legambiente, Amici della Terra) sostengono che la fonte energetica nucleare è fonte superata e antica mentre indicano le applicazioni dei pannelli solari come la tecnologia più avanzata. La fisica dei pannelli solari è fisica elementare dei semiconduttori  che si insegna normalmente, da molti decenni, in qualsiasi istituto tecnico industriale. La fisica delle centrali solari termodinamiche di Rubbia e company è la fisica delle concentrazioni ottiche di raggi solari inventate già da Archimede oltre  2200 anni ad eccezione dei servomeccanismi e della eventuale reazione chimica per il mantenimento  – mai ottenuto – del calore. La fisica delle torri solari è fisica classica dei turboreattori degli aerei: tutto di antico e nulla di nuovo, nemmeno la capacità d immagazzinare (come i pannelli solari) la energia in surplus e quando manca. Per piacere questi pretesi ambientalisti la smettessero di porsi in certe situazioni incresciose che fanno dubitare molto della loro preparazione scientifica.

Alla stessa stregua bisognerebbe dare una precisazione sul significato della dizione inglese di “stress tests”. A stretto rigore, uno “stress test” è una prova concreta, sperimentale, con apparato sperimentale di applicazione di una sollecitazione (stress) ambientale su di un “apparato e/o un sistema”. Nel caso di specie si potrebbe o dovrebbe pensare che si tratti di una prova sulle centrali nucleari vecchie per misurare e provare i margini di sicurezza, invece si tratta di una vera e propria “analisi a tavolino, al calcolatore, al simulatore o metodi similari” per migliorare, con calcoli più accurati e precisi le condizioni di sicurezza.

Nulla da eccepire ma dovremmo tutti parlare di “stress analysis”  ossia di analisi delle sollecitazioni ambientali per ottenere miglioramenti dei margini di sicurezza. In questa maniera si induce alla disinformazione e/o cattiva interpretazione soprattutto da parte di ambientalisti in mala fede.

Ovviamente questo è argomento da approfondire meglio!