VERTICE DURBAN – CIRCOLI AMBIENTE: DICHIARARE NON SCIENTIFICITA’ CAMBIAMENTI CLIMATICI ED INTERPELLARE I POPOLI SUGLI ACCORDI.

di Circoli dell'Ambiente - Rassegna Stampa

VERTICE DURBAN – CIRCOLI AMBIENTE: DICHIARARE NON SCIENTIFICITA’  CAMBIAMENTI CLIMATICI ED INTERPELLARE I POPOLI SUGLI ACCORDI.


(29 novembre) – Si è aperto ieri a Durban, in Sudafrica, l’ennesimo vertice mondiale ONU sui cambiamenti climatici a cui parteciperanno delegazioni da oltre 200 Nazioni.

“Speriamo di non registrare l’ennesimo trionfo delle nuove lobbies energetiche, favorite da accordi sulle fonti rinnovabili che sono insostenibili in un momento di crisi economica mondiale in cui gli Stati non sono di certo in grado di affrontare gli investimenti necessari per combattere contro un innalzamento della temperatura rispetto al quale potrebbe non esistere alcun collegamento con l’azione dell’uomo. Anzi, Durban potrebbe essere un’occasione ghiotta per far trionfare la verità e dichiarare la non scientificità del nesso causale tra i cambiamenti climatici e l’emissione di CO2 derivante da attività umana”. Sono ai limiti della provocazione le dichiarazioni di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che rincara la dose: “Voglio riportare solo due esempi: da un lato, il Pianeta è stato anche più caldo di adesso, 6000 anni fa così come nel periodo medievale, e dubito che quel surriscaldamento globale possa esser stato causato dalle emissioni di anidride carbonica; dall’altro, durante gli anni del boom industriale di metà del ventesimo secolo la temperatura diminuì e si creò la psicosi contraria, quella del raffreddamento mondiale. Noi non vogliamo essere tacciati come negazionisti, ma siamo certamente scettici: non è semplice credere alle tesi dei catastrofisti e, piuttosto che investire centinaia di miliardi di dollari in incentivi, riteniamo necessarie nuove evidenze scientifiche. In alternativa, chiediamo che sugli accordi internazionali siano chiamati ad esprimersi direttamente i popoli e non solo i loro rappresentanti istituzionali: sarebbe la legittima e più giusta applicazione dell’accettazione democratica del rischio, corollario del principio di precauzione. Rimaniamo favorevoli” conclude “ad ogni misura necessaria ad abbattere le emissioni di sostanze inquinanti e cancerogene nell’atmosfera, ma mettiamo fine alla bufala della CO2”.

                                                                                                                       

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