ALLUVIONE IN LIGURIA E TOSCANA. CIRCOLI AMBIENTE: QUANTI MORTI ANCORA PRIMA DI INTERVENTI NECESSARI? TROPPI TAGLI A PREVENZIONE.

di Circoli dell'Ambiente - Rassegna Stampa

 

(26 ottobre) – “Con quante vite dovremo ancora pagare l’incapacità della politica di porre in essere quegli interventi strutturali necessari? Il rischio idrogeologico è una vera e propria piaga per la nostra Penisola e quasi il 70% dei nostri Comuni, secondi i dati ISPRA, deve affrontare questa problematica in maniera più o meno grave. Non è eticamente tollerabile dover attendere ogni anno la stagione invernale per dover fare la conta dei caduti: ogni emergenza costa, in termini monetari, otto o dieci volte più dell’azione che potrebbe evitarla. Ed in ogni caso, non si può dare un prezzo alla vita anche di una sola delle vittime di frane, alluvioni e quant’altro”. È la durissima reazione di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, alle notizie ed alle immagini che provengono da Liguria e Toscana ed in queste ore stanno monopolizzando l’attenzione dei media. “L’incapacità di pianificare è alla base di politiche ambientali che da decenni hanno creato solo danni. Ora è il momento di cambiare la cultura ambientale: la necessità di mettere in campo azioni di sviluppo sostenibile diventa sempre più impellente. Bisogna investire sulla prevenzione ed invece la politica va in tutt’altra direzione: moltissimi enti locali, che in un momento di crisi come quello attuale si sono visti decurtare i fondi, invece di tagliare consulenze e clientele varie, hanno ben pensato di eliminare vigilanza e controllo sul pericolo-incendi e sul rischio-alluvioni. Questi amministratori” conclude Fimiani “dovrebbero pagare non solo politicamente, con la sonora bocciatura alle urne, ma anche di fronte alla giustizia in sede penale”.

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